La prova del martirio

I Cavalieri del Tempio

La prova del martirio

Barbara Frale (Viterbo, 24/02/70), una storica italiana, nota per gli studi storici sui templari e sulla sacra Sindone di Torino, nel settembre del 2001, rinvenne presso l’Archivio Segreto Vaticano, un documento, noto come pergamena di Chinon, che dimostra come papa Clemente V concesse l’assoluzione sacramentale al Gran Maestro Jacques De Molay e agli altri capi dell’ordine, facendo cadere l’accusa di eresia e riammettendoli nella comunione della Chiesa cattolica.

La pergamena è datata Chinon, 17-20 agosto 1308 e fu redatta su ordine di Berengario, cardinale prete di San Nereo ed Achille, Stefano, cardinale prete di San Ciriaco in Thermis, e Landolfo, cardinale diacono di Sant’Angelo in Pescheria.

Il Vaticano custodisce la copia originale e autentica degli atti di quella inchiesta, con segnatura archivistica Archivum Arcis Armarium D217, mentre una seconda copia autenticata è conservata al numero D218.

Secondo la pergamena, Papa Clemente V diede istruzione ai cardinali di condurre l’inchiesta sui Cavalieri Templari accusati nel castello di Chinon, posto nella diocesi di Tours.

I Cardinali pertanto «dichiarano attraverso questa relazione ufficiale diretta a tutti coloro i quali vorranno leggerla, che, lo stesso Signore Il Papa, desiderando ed intendendo di conoscere la pura, completa ed intera verità dai maggiorenti di detto Ordine, nominalmente Fratello Jacques de Molay, Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri Templari, Fratello Raymbaud de Caron, Fratello Hugo de Perraud, Fratello Geoffroy de Gonneville e Geoffroy de Charney, ci ha ordinato ed incaricati appositamente e per suo oralmente espresso desiderio affinché noi si esaminasse con diligenza la verità interrogando il Gran Maestro ed i summenzionati Precettori uno per uno ed individualmente, avendo convocato pubblici notai e testimoni degni di fede.» (Pergamena di Chinon datata 17-20 agosto 1308).Il Gran Maestro fu l’ultimo a essere interrogato il 20 agosto 1308. Secondo il documento, tutti gli interrogatori degli accusati svoltisi dal 17 al 20

agosto 1308 ebbero sempre luogo alla presenza di pubblici notai e dei testimoni riuniti.

Il testo elenca le denunce, le richieste di assoluzione, e la concessione dell’assoluzione da parte degli agenti del Papa; tutto ciò avvenne sempre alla presenza di testimoni. Un estratto delle indulgenze concesse a Molay poi recita «Dopo di ciò giungemmo alla conclusione di estendere la grazia del perdono per quegli atti che Fratello Jacques de Molay, il Gran Maestro dell’Ordine, nella forma e nella maniera sopra descritta aveva denunciato in nostra presenza, come pure per le eresie descritte ed ogni altra , e giurò di persona sul Santo Vangelo del Signore, e umilmente chiese la grazia del perdono (contro la scomunica), riconducendolo all’unione con la Chiesa e riaggregandolo alla comunità dei fedeli ed ai sacramenti della Chiesa». (Pergamena di Chinon datata 17-20 agosto 1308).

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